tessuti

non servono ricami da ornamento
né orli regolari all'ordine del giorno,
basterebbe la cimosa a garantire 
margini di errore dallo sfilacciamento.
ma le sensazioni del tessuto al tatto
bastano a dire della qualità?


l’eleganza

invecchiano le parole nel mio vocabolario
logore sui risvolti
sbiadite nel colore.

non invecchia e la chiamano eleganza
l'arroganza di un'idea di libertà.

chissà se la forma del silenzio
ha la sua geometria.


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cinquant’anni di solitudine

«Il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine» 
(G.G. Marquez, Cent'anni di solitudine)

c'è chi si racconta storie di fantasmi
sai, quelle inesistenze senza identità
nella finzione scenica dell'empatia :
contro una solitudine indigesta
reclutare solitudini da compagnia.
ma in fin dei conti cinquant'anni di solitudine
sono soltanto la metà di cento.

il setaccio

le passo al setaccio, le emozioni,
per isolare impurità 
che intralciano i pensieri
– salto le imprecazioni 
taccio su sentimenti e desideri 
dove non si distingue 
tra fremiti e dolori.
tutto scorre, dice, tutto passa,
ma quasi tutto passa appena un po' più in là
– a fare muffa, in quest'immaginario che non svecchia mai.





se ti dicessi

se ti dicessi che assomiglio al mare
non ridere di ciò che non conosci
di correnti, onde, e respirare.
un salto in verticale dalle acque più profonde
e poi di nuovo inabissare affanni
le offese quotidiane.
a decomporle sul fondale
mi soccorrono il silenzio, il buio, il sale.