È giorno

 
 

è giorno un’altra volta:
il frigorifero traballa già da ore
senza dormire mai

se non fosse così veloce sull’asfalto
il rumore delle ruote: come il mare
tra onde lunghe e raffiche a ventate
il canto sincopato di sirene
e l’urlo dei motori

è giorno un’altra volta:
qualcuno già raduna le macerie
di un’incessante insonne distruzione

intanto, come un’imprecazione
in volo coi gabbiani:
è nera, è rauca, gracchia
a dare il tempo un timpano stonato

 
 

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