Glicine

 
 

è strano lo stato dell’anima quest’oggi:
non abbattuta da nessun dolore
gira e rigira a vuoto nel suo cerchio
e mi trascina giù l’assenza di pensieri.

piove, anche sul glicine di fronte,
prima batteva il sole sulle fibre
di muscoli striati arrotolati all’inferriata
storta, deformata, adesso piove:
la mano si allungava verso il muro
dove tra i grappoli dei frati rifioriva
anche una sensazione amara di prigione
– là dietro il cancello chiuso del convento –
intanto che succhiavo il polline del fiore

 
 

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