non-io

 
 

come un cielo piatto alla distanza
non ha rilievo
nella frequenza di segnali
muti
e tuttavia, se parla
– un’orazione invoca un altro dio –
al confine del suo bordo:
sordità.

con espressioni d’altro sulla faccia
e la postura – occasione di umiltà –
circonda i muscoli del collo – e la paura –
stringe le mani, il petto.

intanto gli occhi:
senza abitudine alla vista
se hanno goduto lunga cecità.

non-io:
soltanto per difetto, senza nome,
ma se non tu
chi darà nome all’io?

 
 
 

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2 responses to “non-io

  • cristina bove

    scrivo sotto questa anche per le altre che mi sono piaciute tutte.
    in questi versi mi sento coinvolta dal senso di dualismo, io -tu, che è anche il mio continuo riferimento alla domanda che lo sottende.
    siamo proteiformi, multidimensionali, ne sono convinta.
    e forse è questo il fascino di chi fa poesia come se parlasse al suo quid misterioso, imperscrutabile dalla mente, ma reale quanto il respiro.
    cb

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    • lallaerre

      Credo profondamente nel nostro essere plurali e che sia proprio in questo la possibilità di interrogarsi e interrogare l’altro fuori di noi e quello dentro di noi, che è “reale quanto il respiro” come tu dici.
      Grazie della tua attenzione.
      Luciana

      Mi piace

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