attarda la sera

attarda la sera
ad allenare nuove allegorie
e suoni a risuonare accanto:
su attonita radura.
l’eco di troppe voci mi confonde
nel rovistare di profondo scuro
sentieri d’ombra, umido sentore
e mi ha sfiorato anche la foschia
senza orizzonte, senza direzione,
di una visione astrale/astratta:
il tempo rovesciato nello spazio
che distende spianate regolari
di un’impensata contemporaneità.
a dipanare fili di pensieri
dalla matassa gonfia di rumore
ancora non parole, ma l’ascolto:
scompaginanti sillabe spaiate
fonemi frantumati del discorso
ricombinati per formare il nome

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