La storia del parapioggia verde

La storia del parapioggia verde

di   Antòn Pasterius

dedicata
per competenza
a Paolo Guzzi
(il parapioggia è suo)

Celò con me
il parapioggia verde
del poeta su due ruote
in vetro purissimo
ben intonato
ben temperato
senza stecche
l’ambìto ombrello verde
piccola ombra a colori
nel grigio del mondo
lucido e translucido
soccorrevole
efficiente
pronto a travalicare
travi e pagliuzze

Garantita
la sua forza
poetopoietica
le sue capacità
apotropaiche e rabdomantiche
basta non aprirlo
per garantire il cereno

il portiere
di notte-giorno
lo porta con sé
sempre
l’uomodellapioggia
lo ricerca
per lavorare a colpo sicuro
MaryPoppins lo vorrebbe suo

Io
diversamente Prometeo
lo tengo permé
sempre ben chiuso
confezionato protetto
lo scruto attraverso la carta velina pallida
(ah le veline
apparenze invirtuose
che attivano
falsanti concupiscenze)

I watch
l’orologio dell’angolo
(non sono un uomo di polso)
e il paracqua
oggetto dei miei desideri
con occhi d’avvoltoio
avvolto comé
in plastica dai mballaggio
a suo agio
con le sue sferule morbide
tutte gocce individualmente separate
inter connesse

E poi
si sa
célanno insegnato (-2010-)
per una velina pallida
si conquista il delirio

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