Commiato

di Giovanni Baldaccini

 

E quando sarà pioggia

e il giorno bagnerà le ali verdi

delle falene blu, le antenne rosse

e macchioline delle coccinelle

tipo note sperdute pianoforte,

ti toglierò le scarpe

e poggerò i tuoi piedi sopra i miei

già nudi

e come inconsueta calzatura pensieri

che la tua voce spande

e le risate

mentre le api blu delle parole

svolazzeranno la mia veste viola

di morto

alla tristezza che rinchiudo altrove

vicino

alle mie scarpe già scalfite

da strisciature nere della terra.

E quando sarà neve voleremo

guazzi di nebbia e nubi striature

stratrapassando gelo

e cristalli ferrosi

che cadono supini trasandati

mentre tu ridi avvinta.

E sarà notte vento tra le stelle

dove scorrazzo teso

tra la campagna e il cielo

e il viso di mio padre dalla luna

osserva attento

mentre riaddestro i cani senza fiuto

del Grande Cacciatore Luce Orione

di una mitologia che mi appartiene

legata alla tua sera profonda.

E ti ritrovo goccia di partenza

e sbriciolato annaspo i tuoi capelli

favole azzurre mie.

Resterò lì, volto di notte spento

ad evocare voci d’altri mondi.

E la tua luce bagna.

 

blu-Chagall_2[1]

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