ombra di luna

P. Mondrian

P. Mondrian

di Giovanni Baldaccini

Zanzare trasmigravano addensate
contro lo sfondo nero d’universo
tinto da luna sbieca
sullo stagno che canta.
Testa nel fondo
anatre guazzavano le stelle
riflesse lungo un limite azzurrato
sguscianti
come forma di gocce
e fischio vento acuto tende canne.
Ombra di luna scende dissennata
io denudavo
spalle d’argento pioggia di capelli
e la cadente sete ti leccava
la camicia slacciata
e rimestante
occhio che sonda il seno
cui s’accosta
bocca sfumata sera.
T’aggiustavi suadente la sventura
del mio restarti accanto
gonna tra l’erba sandali ai polpacci
che sciolgo
sonda di desiderio sulla pelle
leggera
brezza che sale i fianchi
stesi
dalla collina al mare
e ricadente
la macchia s’allargava nel profuno
del tuo collo che sfioro.
Gemere
e desiderio stendere
tracce d’amore e inganni
del corpo che sfavilla e non si placa.
Tumefatto salivo la navata
della tua casa aperta
e densa fonte d’ombra
spando
orme di sesso
lungo il selciato puro
di un attimo incavato
e il tuo sorriso
rivolto a un volto scarno
che piega
verso di te che dormi
e sulla sera.

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