Giorgio Morandi (1956)

Giorgio Morandi (1956)

di  Luciana Riommi

mi meritavo un’ora di silenzio
per tutto quello che ho sentito dire
in_elegante forma   e chiacchiere
amori a quattro mani
e mille cose    e nulla    e poi il malore
di quell’ora tarda che tarderà a capire
non c’è più senso
su un tavolo già sgombro
già messe a posto le posate  e i piatti
e quei bicchieri lucidati ad hoc
subito dopo il fatto della cena
l’ultima    senza traccia
di sacrifici al dio    né briciole
di cielo   terra    o acqua
però come cristalli da vetrina
che fanno bella mostra
tre citazioni estratte [per concorso]  a caso
dove chi vince vincerà un encomio
a sua misura.
intanto che apparecchio due coperti
per consumare pane nero e uva
spezzalo tu__    che sai
quanto mi dolgono le mani

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