l’inconscio dell’opera

 

 

“Noi affermiamo che la dimensione inconscia dell’opera consista non tanto nella funzione che articola significante a significato, ma nella sbarra che li separa. L’opera d’arte, in altri termini, è taglio, frattura, resistenza, impossibilità di riportare punto a punto la trama significante ai suoi significati cosiddetti primari.
Più propriamente, l’inconscio dell’opera consiste nella sua intraducibilità-eccentricità nei confronti di qualunque operazione di traduzione ermeneutica […]
L’immagine d’arte gode di una densità semantica sua propria che risulta intraducibile simbolicamente”

(Massimo Recalcati, Il miracolo della forma, Milano 2011, p. 215)

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