follow-up

 

 

due anni di controlli ogni sei mesi, ci guardiamo insieme l’emocromo senza guardarci in faccia e te ne vai pensando questo è il follow-up: con i clienti nuovi sotto chemio qui è cominciato un altro giro, un minuetto, la danza delle ore, le ore contate nell’attesa, sala d’attesa piena, ma quanti siamo in attesa di vivere o morire?!
l’ultima volta sono spariti gli anticorpi, ma erano già spariti tempo fa, per effetto (un paradosso) di anticorpi specializzati che per due anni ti hanno tenuto in vita, e allora diamogli giù di gammaglobuline, perché lei, signora, è a rischio, ma senza dire il rischio né cosa succede, e quindi esageriamo un po’: cinque boccette in vena tutte insieme  – e io che ne so? –  cinque come i giorni successivi d’emicrania e debolezza, formicolii, dolori e stordimento e piano piano quella stasi ematica, non si sa dove in corpo, temo lì dove batte forte sulla fronte – quello è il lobo frontale santo dio! – e poi nell’occhio a farti esplodere una vena e il sangue diventato scuro e denso come blob.
venti giorni dopo, senza chiederti nemmeno «come sta?»,  dice: prego si accomodi che facciamo il bis, ma che ha fatto all’occhio?
no, io non mi accomodo per niente, dico, voi siete pazzi irresponsabili,  io no (sarà perché la vita è mia): con l’iperviscosità lo sa, dottore, ci si muore!

tralasciando per un attimo il rischio della vita, che pure non è cosa secondaria, c’è tutta l’amarezza di un abbandono e un tradimento e, come sempre accade in questi casi, non ci si fida più.
documentarsi, allora, sempre, fidarsi dell’intuito e dell’istinto, decidere da sé, quando non è possibile affidarsi a chi non ha coscienza e  scrupolo a fregarsene di te.

 

 

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17 pensieri su “follow-up

    • che io ero stata male non lo sapeva, se lo sapeva perché conosceva gli effetti di quello che mi aveva somministrato (ma ne dubito) sarebbe una criminale da denuncia. Forse lo è lo stesso, perché quando si fa un’infusione nuova, sarebbe, è, buona prassi informarsi sulle reazioni, positive o avverse che siano. soprattutto se il piano terapeutico prevede ulteriori infusioni. Se io non avessi bloccato tutto e mi fosse stata somministrata la stessa dose di gammaglobuline come la dottoressa aveva indicato… forse, andava bene se me la cavavo con un ictus…

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        • capisco quello che dici ed è quello che rende insopportabile tutta la vicenda dopo cinque anni di terapie… In questi casi la prassi è che si va dal medico con le analisi del sangue, si parla di quello che accaduto dopo l’infusione, dei disturbi avuti ecc. ecc. in base a questo e alle analisi si dà insieme il consenso a fare la seconda infusione. Quel giorno probabilmente aveva da fare i caxxi suoi e ha chiesto tramite reception di avere le mie analisi in visione (incomplete perché riguardavano solo le proteine) e poi io sono stata chiamata a fare l’infusione. Aveva fatto tutto da sé.

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        • Cristiana, il bello è che sono entrata nell’ambulatorio, ho visto le cinque boccette pronte per me e ho detto all’infermiere che mi conosce da cinque anni che non volevo farlo perché ero stata male e dovevo parlare con la dottoressa. Lui mi ha incoraggiata e sollecitata a fare come dicevo. Sono uscita e ho chiesto di parlare con la dott. ma lei non rispondeva neanche alla reception, poi all’improvviso l’ho vista uscire (se ne andava, era senza camice) passando per la sala d’attesa dove ero io (una fortuna perché in genere esce da un’altra parte). L’ho bloccata e le ho detto quello che dovevo e lì mi dice “che ha fatto all’occhio?”, che era ancora da paura. .A quel punto mi ha detto che avrebbe parlato con le immunologhe. E’ tornata dopo una ventina di minuti e mi ha comunicato che avrei potuto fare due boccette (invece di 5) con una dose abbondante di soluzione fisiologica per l’idratazione e con una velocità di infusione molto più lenta. Ho accettato, e questa volta è andata bene. Però mi pare si confermi la sua incoscienza e incompetenza, almeno riguardo all’immunologia, il che avrebbe richiesto un grado ancora maggiore di attenzione.

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  1. Meglio in Sardegna? Non credo…. :(((
    Infatti non mi fido per niente
    se la malattia (faccio scongiuri) mi darà tempo varcherò il mare altrimenti, ciccia…

    La cosa peggiore, in assoluto, è il cambiare medici, terapia. Poco tempo per conoscere la persona; più veloce applicare terapia standard

    va beh…
    buona giornata

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