cronaca di uno stordimento persistente

sono quasi le 21 di mercoledì, dopo la mattinata nefasta al Sant’Andrea, dove ho sentito tanto freddo, dopo aver dormito come un sasso dalle 14,30 alle 17,00, aver fatto merenda con un pezzo di crostata e aver preso il caffè, dopo aver bevuto quasi uno dei due litri d’acqua che devo bere ogni giorno, ecco, sono passate le 21 e mi sta tornando una sonnolenza feroce, simile allo stordimento da antistaminici (assunti in vena come pre-medicazione contro possibili reazioni allergiche alle gammaglobuline), queste benedette gammaglobuline che crescono poco e niente, anzi crescono un po’ e poi scendono di nuovo. ma dove vanno a finire? e quante ne dovrò assumere ancora? perché il sistema immunitario mi difenda davvero invece di lasciarmi inerme come sono ancora adesso.  dice che dovrò fare anche una serie di vaccini, antiquesto e antiquello, antitutto. Non sono antivax, certo che no, però sono stanca, non per niente, ma mi sarei un po’ scocciata di queste puntate quindicinali all’ospedale. non mi sono mai piaciuti gli ospedali e poi sono pieni di gente, nei corridoi, nelle sale d’attesa, nel salone del cup. sono pieni di gente che ha parecchio fiato per urlare, è tutto un urlio, un vociare che copre  la voce elettronica del cup. già il cup, hanno cambiato anche la macchinetta per prendere il numero che ti fa saltare la fila, dice, ma con o senza numero io la fila non l’ho saltata mai, anche se avrei i requisiti per una corsia preferenziale, ma sembra, se ho capito bene, che abbiano abolito la corsia preferenziale. proprio adesso che mi spettava,  la mia solita fortuna o come altro la vogliamo chiamare. Chissà se tra quindici giorni avranno spostato, come ogni settimana al Carrefour spostano i prodotti sugli scaffali,  il dh che attualmente è al piano zero, e l’avranno sceso magari al piano -3 dove adesso è migrato il bar che faceva comodo anche lui al piano zero, sai per le merendine e l’acqua, che non è mai quella liscia che voglio io, ma sempre frizzantina, che mi fa schifo. Ma tanto al piano -3 io non ci vado, con tutti quegli ascensori che non si sa dove ti portano e se ti perdi, sei perduto.

 

 

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