a volte

 

a volte
come una successione strana
ma in sequenzialità
l’eco insensata di parlare al vuoto
e il tempo illogico di un verbo
che produce un suono.
a volte
come il profilo basso di una pieve
e quella volta a botte di una tomba etrusca
– era vietato entrare
ma soltanto dopo so perché.
a volte
come un pretesto a copertura.

 

 

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4 pensieri su “a volte

    • la tua domanda mi fa molto piacere perché l’intento era proprio quello di comunicare il senso di insensatezza che a volte provo nel leggere cose (in particolare poesie) dove sembra che le parole siano accostate in modo arbitrario e in fondo non vogliano dire proprio nulla. Insomma, volevo essere un po’ demenziale!

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