Wallace Stevens

Celle qui fût Héaulmiette

(da Aurore d’autunno, a cura di Nadia Fusini, Adelphi, 2014, p. 111)

Nei primi caldi della primavera,
Nel luccichio della cicuta,
Tra gli alberi spogli e storti,
Al freddo lei trovò soccorso,

Come dal nulla un significato,
Come la neve prima che si squagli
E si riduca in pozze,
Come un riparo non in arco

Ma in cerchio, non nell’arco
Dell’inverno, ma nel cerchio intatto
Dell’estate, sull’orlo ventoso,
Affilato nell’ombra di ghiaccio in cielo,

Blu nonostante questo e bianco e duro,
Ma con l’acqua che scorre nel sole,
Guarnito d’oro e di lamé ma stinto,
Un’altra volgarità all’americana.

In quello scudo naturale lei s’infilò,
Signora di un’idea, figlia
Di una madre con braccia vaghe,
Mutilate, e d’un padre con la barba a fuoco.

 

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