hard disk

 

 

dicono che una volta tutto si costruiva per durare.
infatti, questa memoria senza obsolescenza
non ha perso i dati
anche se il disco sovraccarico
rallenta con l’età
– quanti giri di parole per (non) dire la vecchiaia.

 

 

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e ormai si è fatta sera

 

 

mi stringo nelle spalle
ma il gelo non rimargina dolori.
dimmi, da dove nascono i pensieri?
perché c’è questo vuoto che si offre
come invito profondo
a camminare
tutte le volte che mi fermo qui,
e ormai si è fatta sera.

 

 

povertà

 

poi c’è la leggerezza dello sgravio
quando aver dato forma
a rovistare informe
è nostalgia,
l’armamentario per desiderare.

ma è meglio illudersi di aver perduto
o sapere di non aver avuto?
lei balbetta ancora la sua povertà.

 

e così sia

 

se dovessi riaffacciarti alla finestra
dietro l’ormai consueta velatura
e mi sfidassi a rivederti
nel controluce scolorito di una sera
– con te non ho mai giocato a nascondino
e non ho mai negato la distanza –
non potrò evitare – se voglio farti tana –
di nominarti.
e così sia : tana alla luna!

 

 

e poi questi ritorni

 

allora, fingere l’abitudine dei giorni
meno di un’ora a ricalcare i bordi
e poi questi ritorni
da così lontano.
e questo senso di abbandono
– un paradosso –  non ti abbandona mai.
dice, ti faccio compagnia
che anche per me
essere come sono è un’utopia.

 

guardare le figure

 

 

ho intercettato a caso un tempo scritto a mano
e quelle pieghe agli angoli che non ho messo io per ricordare
che non c’è niente qui da decifrare
tra segni, spazi, ombre e scarse luci,
ideogrammi statistici oramai.
e non ho tempo, adesso, di contare gli anni
di calcolare medie e altre misure,
per me è perfino troppo guardare le figure.

 

 

doppio gioco

 

quel doppio gioco
che nasconde/ostenta
enigmi necessari e soluzioni
non è finzione
è un artificio vero :
inventa un dialogo
interroga il mistero,
come facciamo noi.
ma se l’immaginario si crede verità
come può chiedersi chi è
che inventa il suo pensiero?

 

a capo

 

ma sì, godiamoci la sera
e la magia
di quei risvolti d’ombra allampanati
ché quando cala il buio
non ci si vede più
e  gli occhi stanchi  di  venirsi  a  noia.
ma che ti vuoi inventare
se siamo in linea sulla stessa riga
–  o preferisci a capo?

 

 

Gioielli Rubati 18: Italo Bonassi – Cipriano Gentilino – Stefania Giannetto – Felice Serino – Luciana Riommi – Nadia Alberici – Emilio Ferro – Erospea.

«… la cura è attenzione indoverosa»
Grazie

almerighi

Allora, ricominciamo, la Terra è rotonda e auguro a tutti un 2019 migliore; e… dice, ma migliore rispetto a che? Rispetto al 2018 e precedenti.

DIARIO DI UN MORTO

Non percepisco tutto in una volta,
ma a poco a poco. Qui da noi le voci,
qui, sotto terra, tardano a arrivare,
ci mettono più tempo per raggiungerci.
Come dentro una camera antiacustica,
suoni, rumori, voci son smorzati
di quel tanto che arrivano un po’ fiochi.

Tanto per dire, oggi, a mezzogiorno,
c’è stato per esempio un funerale
di un povero operaio di un cava
di porfido di Albiano. C’era il prete,
un chierico che aveva l’acqua santa
e un vecchio ch’era lì proprio per caso
in visita di una zia morta da anni.

Dunque, appena il prete fa il discorso
che di solito si fa se uno muore
(oh, due parole, non di più, era povero…),
ecco levarsi un coro…

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mi auguro

Questo 2018 agli sgoccioli è stato un anno difficile e sofferto, e non mi riferisco solo al piano personale. Per certi versi non riesco a dire che “sia stato”:  il suo lascito non si è ancora espresso del tutto e temo che i tanti semi che sono stati gettati debbano ancora produrre i loro frutti nefasti. Per il paese e per ciascuno di noi.
Non sono mai stata e neanche ora credo di essere “pessimista”, ma mai come adesso mi dispiace (e la parola non rende giustizia al mio vissuto) vedere realizzate con tanta esattezza le mie peggiori previsioni.

Ripropongo, perché lo ritengo ancora e sempre valido, il messaggio che lasciai qui alla fine del 2015, con qualche piccola variazione:

mi auguro

di conservare quel grado ottimale di disaccordo con me stessa e con il mondo che mi consenta di svegliarmi ogni giorno con il mio compito da assolvere :
quello di non sclerotizzarmi mai nell’immagine di me in cui più mi riconosco
e al tempo stesso di non consentire a niente e a nessuno di spegnere
la mia passione per la vita

a tutti gli altri auguro che sia il
Buon 2019
che ciascuno si aspetta per sé