immagine di sé

 

 

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nell’ora che fa ombra sul bianco dello sfondo
– quando la luce è un po’ crepuscolare –
tracciavo linee punti e geometrie sballate:
non è una strada, un’onda, non è casa,
non è tutta la lista di quello che non è.
e bello, non è neanche bello,
che oltretutto mi infastidisce come mi infastidisce
quando dicono di un bambino quant’è bello.
quel foglio – scriteriato: senza criterio –
semplicemente è quello che è:
non altrimenti immagine di sé.

 

 

 

attendo ancora

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(foto di luciana riommi)

 

 

lo sai, tremavo sulle gambe
e avevo mani troppo bianche
per la fantasia:
facevo trasfusioni di realtà
e non potevo neanche immaginare
lo spavento
nel mio sapermi danno.
era caduta la maschera già nota
nei corridoi d’attesa,
attendo ancora di vedere cosa sono.

 

 

 

foto d’epoca

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(foto di luciana riommi)

 

mi si sono scoloriti gli occhi
come aver indossato un filtro flou
ricordi? sfocava un poco i tratti.
e non usiamo più luce radente
per un ritratto inciso :
sulla pelle incide segni
questa età già consenziente
a dirsi
che le mani portavano valigie
piene come la vita.

 

 

 

nota

calamaio-cornici-10

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 

e stiamo a sbatterci in questa confusione
disavanzi delusi
a rigirarci nelle cose note
la nota della spesa e i mercatini dell’usato :
chi trova scampoli che sembrano un amore
chi compra stati di parasonnia
– come i sonnambulismi della poesia* –
c’è chi svende pezzi antiquati di ragione
per liberare spazio
dall’ingombro di coscienza e umanità.

 

[*Wallace Stevens]

 

 

 

wounded peach

IMG_0890 pesca ferita

(foto di luciana riommi)

 

era certo un’altra cosa strampalata
o magari una rosa già sbocciata
e tuttavia non amo l’allusione
a frutti di stagione o primaticci.
volevo dire altre cose dissennate
gridare il discontento, il mio dispregio
la collera di un nulla amante di parole
e inascoltato.
ma è inelegante e senza sentimento
– il freddo dell’inverno è anaffettivo? –
l’ora pomeridiana andata persa
in quest’insolito flusso d’incoscienza.

intanto nel mio riparo autistico
ascoltavo le immagini parlare.