Archivi categoria: pensieri

disavanzo

 

non l’ho scoperto adesso
ma non fu mai più chiaro
il disavanzo
di questa libertà di non avere


mi auguro

 

di conservare quel grado ottimale di disaccordo con me stessa e con il mondo che mi consenta di svegliarmi ogni giorno con il mio compito da assolvere : quello di non sclerotizzarmi mai nell’immagine di me in cui più mi riconosco

 

e che per tutti gli altri sia il

Buon 2016

che ciascuno si aspetta per sé

 


sua sponte

 
 

e se non fosse libertà
dire – sua sponte
quelle parole che rifanno il verso
– miagolio o latrato –
all’emotività ?

 
 


pensieri non pensati

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

(foto ed elaborazione di luciana riommi)


 
 

quando risposte senza con–sonanti
e solo l’insensato di vocali,
un gesto di paura
come sapesse
dell’ombra di pensieri non pensati
– e tuttavia non sa
che nome dare all’intenzione

 
 


s-fiorisce

 
 

(foto di luciana riommi)

(foto di luciana riommi)

 
 

s-fiorisce
e qualcosa ancora brilla

 
 


désastre

 
 

«Quando scrivere è scoprire l’interminabile, lo scrittore che entra in questa regione non supera se stesso verso l’universale. Non va verso un mondo più certo, migliore, meglio giustificato, dove tutto si ordini secondo la chiarezza di una luce giusta. Non scopre il bel linguaggio che parla con decoro per tutti. A parlare in lui, è il fatto che, in una maniera o nell’altra, egli non è più se stesso, non è già più nessuno»

(M. Blanchot, Lo spazio letterario, Reprints Einaudi, Torino 1975)

 
 

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

«Penser le désastre (si c’est possible, et ce n’est pas possible dans la mesure où nous pressentons que le désastre est la pensée) c’est n’avoir plus d’avenir pour le penser»

(M. Blanchot, L’écriture du désastre, Gallimard, Paris 1980)

 
 


di-stanza

di-stanze-3(ridotta)

 
 

di-stanza :
trasparente assenza
d’altro

(luciana riommi)

 
 

di-stanze-4(ridotta)

 
 

scrivo fondali e luoghi
deviati.
quando torno

(giovanni baldaccini)

 
 

(foto ed elaborazioni di luciana riommi)


ricercare

paraut_06[1]

ricercare (a quali e quante voci ? pensavo a Webern/Bach)
ma se girare a vuoto è sacrificio
alla noia dell’inconclusione
(pensavo a Brahms che non mi è mai piaciuto)
allora ri_cercare : ri_cercare ancora
e qui sullo spartito, divisa in parti
scrivere partitura: ri_comporre silenzi
e ri_partire ancora : verso – no, non parlavo di poesia –
andiamo verso un temporaneo altrove…
sed nihil invenio
eccetto nulla (che non sia già qui).
forse : una domanda – forse – serve :
ma chi è che cerca chi?


dis-order | dis-aster

Disorder-2

 

 

“Quando tutto è stato detto, resta da dire il disastro, rovina della parola, cedimento attraverso la scrittura, brusio che mormora: ciò che resta senza resto (il frammentario)”

[Maurice Blanchot, L’écriture du désastre, Paris, Gallimard, 1980, p. 58 (tr. it. La scrittura del disastro, Milano, SE, 1990, p. 47)].

 

 

Disorder-1

 

 

“Là dove sono solo, il giorno non è più che la perdita di un soggiorno, l’intimità col di fuori senza luogo e senza riposo.”

[Maurice Blanchot, L’espace littéraire, Paris, Gallimard, 1955 (tr. it. Lo spazio letterario, Torino, Einaudi, 1975, p. 17)]

(“dis-order”, fotografie ed elaborazioni di luciana riommi)


a proposito dell’amore

(Giampaolo Talani)

(Giampaolo Talani)

 

 

una mia riflessione su L’EstroVerso

http://www.lestroverso.it/?p=3495


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