Archivi categoria: poesia

l’ultima corsa del tempo

La notte degli orologi (romanzo)


preghiera

un anno fa

Leggere riflettere scrivere

(montaggio di immagini reperite in rete) (montaggio di immagini reperite in rete)

    quando trabocca dall’orlo delle cose
    questa mancanza di anticorpi
    e di misura
    soccorrimi
    se cedo all’insistenza
    di una parola che mi rassicura


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nell’assolato mormorio del grano

23 agosto 2013

Leggere riflettere scrivere

(foto di luciana riommi) (foto di luciana riommi)

troppo angusto lo spazio di manovra
nella sfinita assenza
di sostare
al tempo degli ulivi
senza che una parola
dia l’unzione
all’ingranaggio della fonazione

come intonati – a volte –
a una segreta assuefazione
rumori di preghiera
versi d’amore
e pena d’abbandono
e seduzione – sempre –
la passione
a trascinarsi – stracci alla deriva –
verso gli stessi dèi
che hanno lasciato il campo
increduli all’idea

e tuttavia alla morte
già digrigna i denti
– nell’assolato mormorio del grano

(pubblicata in Dentro spazi di raritàAntologia Nuovi Fermenti Poesia, 9, Fermenti editrice, 2015)

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il verso delle cose

Leggere riflettere scrivere

(disegno digitale di luciana riommi) (disegno digitale di luciana riommi)




    assecondare il verso delle cose :
    rappresentarsi
    l’acqua
    dal condotto lacrimale
    come se fosse pianto



(pubblicata sulla Rivista Fermenti n. 242/2014)

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aspettando la notte di San Lorenzo

 

DSCN4904 (2) white chair

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 

le mie stelle scadenti
su queste poche gocce
in prestito dal mare


e non è

 

 

 

 

e non è l’attimo dei vivi
non è nemmeno tempo
–  quell’incredulità

 

 

 

 

 

 

 


disavanzo

 

non l’ho scoperto adesso
ma non fu mai più chiaro
il disavanzo
di questa libertà di non avere


neanche

aquilone

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

neanche il padreterno
sa che cosa sia
questa sembianza dell’alterità
e tu
ripieghi altrove nel cassetto
dove ripongo dubbi
che non risolvo mai

 


l’eco

Gabriel Pacheco-カイ-9

Gabriel Pacheco

l’eco di un riflesso
eternamente
a pettinarsi l’anima allo specchio

nel concavo delle mani
annegherà la sete

 


guarda

Riflessocon olivo (bianco e nero)

guarda,
non faccio mai sconti ai pensieri
alle parole
ai gesti,
non frequento mercati d’occasione
dove sbrigare alchemici mestieri
per distillare scorie d’ambizione

– ho preferito sempre i miei silenzi
a quel rumore brutto
che offende anche cellule già in lutto

 


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