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l’eco

Gabriel Pacheco-カイ-9

Gabriel Pacheco

l’eco di un riflesso
eternamente
a pettinarsi l’anima allo specchio

nel concavo delle mani
annegherà la sete

 

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talking cure

 
 
 

ormai da tanto tempo
apparecchiata l’anima a soffrire
cura con le parole
/talking cure/
ma è senza protezione
dall’imbarazzo dell’indigestione
 
 
 


cose di nulla

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

        sapessi dare un’anima alle cose
        forse direi la cosità di dio

        cose di nulla e nulla
        ma l’infinito chiedere cos’è

       
       
      (pubblicata sulla Rivista Fermenti n. 242/2014)
       


se sapesse

(Caravaggio, Morte della Vergine)

(Caravaggio, Morte della Vergine)

 

 

 

se sapesse
che l’ostensione gonfia
è sfoggio involontario di varici
e inaspettato versamento
l’emorragia d’un sogno
assomigliato al vero
e se sapesse
il gioco delle parti e le figure
scambiarsi d’abito
tra milligrammi d’irrealtà
gettati come sassi
addosso a ogni riflesso d’attenzione,
la bellezza d’anima tradita
nasconderebbe – se sapesse – il viso

 

 


l’anima del colore

(Iris Grace Halmshaw)

(Iris Grace Halmshaw)

 

all’ombra di un silenzio senza rami
– e tuttavia non spoglio –
fecondo di parole ormai taciute
nella sonorità di spazi
dove soltanto luce,
sognare con le mani
l’anima del colore

——————————————————————–
Iris Grace Halmshaw è una bimba di tre anni con diagnosi di autismo. Dopo averle tentate tutte per aiutarla a comunicare, i genitori hanno provato con la pittura.
Si veda l’articolo:
http://www.repubblica.it/persone/2013/07/02/foto/gb_il_talento_di_iris_i
_dipinti_della_bimba_autistica_di_tre_anni-62236355/1/?ref=fbpr#2


anatre

Anatre (parco di Veio)

Dipinto di Louis Garden ripreso dalla “Tomba delle Anatre (parco di Veio)” http://it.wikipedia.org/wiki/File:AnatreLG.jpg

di Luciana Riommi

nell’ora dell’anima carponi
incline alle sue zolle
dove sfinisce sete d’acqua e terra
l’attimo ripiegato
all’aria scura     e l’assolata nostalgia
di soste ad annusare
umido di parola ancora in_fante
___ solo un corteo di anatre
sorvola la terrazza


ombra di luna

P. Mondrian

P. Mondrian

di Giovanni Baldaccini

Zanzare trasmigravano addensate
contro lo sfondo nero d’universo
tinto da luna sbieca
sullo stagno che canta.
Testa nel fondo
anatre guazzavano le stelle
riflesse lungo un limite azzurrato
sguscianti
come forma di gocce
e fischio vento acuto tende canne.
Ombra di luna scende dissennata
io denudavo
spalle d’argento pioggia di capelli
e la cadente sete ti leccava
la camicia slacciata
e rimestante
occhio che sonda il seno
cui s’accosta
bocca sfumata sera.
T’aggiustavi suadente la sventura
del mio restarti accanto
gonna tra l’erba sandali ai polpacci
che sciolgo
sonda di desiderio sulla pelle
leggera
brezza che sale i fianchi
stesi
dalla collina al mare
e ricadente
la macchia s’allargava nel profuno
del tuo collo che sfioro.
Gemere
e desiderio stendere
tracce d’amore e inganni
del corpo che sfavilla e non si placa.
Tumefatto salivo la navata
della tua casa aperta
e densa fonte d’ombra
spando
orme di sesso
lungo il selciato puro
di un attimo incavato
e il tuo sorriso
rivolto a un volto scarno
che piega
verso di te che dormi
e sulla sera.


animus e anima

(A. Giacometti)

(A. Giacometti)

svuotarsi l’animo, meticolosamente,
dell’indigesto niente sovrapposto
ai fianchi magri d’anima accigliata
e ritrovare la distanza
per navigare i bordi dell’assenza,
un buco nero, o cosa?
non ha voce, volto, non ha nome
dunque : il desiderio d’incontrare te

[luciana riommi]


Alterno a

Elba dal Poggettonedi Giovanni Baldaccini

 

 

 

 

 

 

 

Per ultimo si levò
sarcastico e fulgente
l’astrolabio d’argento della luna
scosso da vento alato
e cavalli marini rampicanti
sostenevano il peso delle acque
e del mio corpo teso
verso l’onda salmastra.
Divaricavo schiume
da sentieri impudichi
per fare posto a rami delle stelle
varianti
come l’umore alterno
del mio tornare a luoghi
dove chimere tessono bagagli
d’altra sonorità
che disperdevo al tocco della lira
verso un’alba lontana
di idiomi da parlare.
Ancora ti osservavo
volto d’altra riviera
e mi stupisco.

 

[foto di Luciana Riommi]


come un’emicrania

 
Hopper drawing for morning sn[1]E. Hopper (disegno per “Morning sun”)

duole. la lingua non avvezza
a percorrere il lastrico dei ponti
tra una parola e l’altra
e l’inutile rischio di naufragio
nel mare dei discorsi abituati
a frantumare scogli.

viene al mattino, come un’emicrania,
l’anima : a farsi voce della metà di te.
più spesso tace
e un crampo ammutolisce i passi.


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