sparizioni

 

Ho fatto appena in tempo a leggere una breve nota sull’arte, sulla situazione e sul destino dell’arte, sulle sue difficoltà a sottrarsi alla mercificazione – più che una tentazione oggi – che tutto divora e distrugge, in primo luogo la spinta potenzialmente innovativa di questa espressione umana in tutte le sue forme, dall’immagine alla parola al suono. L’arte nel suo rapporto con i nuovi media, il web tra tutti: che fine fa una volta catturata nella rete dei facili consensi, che si consumano, come tutto, nel giro di qualche ora, se va bene?
L’arte oggi, ancora elemento di rottura rispetto al pensiero collettivo dominante o sua tragica conferma? L’interrogativo sulla possibile o avvenuta “sparizione dell’arte” attraverso riflessioni di Benjamin, Baudrillard, Blanchot, Rella, e altri, e il riferimento ad aspetti drammatici dell’attualità.
Ho fatto appena in tempo a leggere prima che la nota sparisse nell’indifferenza generale. Non sia mai che ci si fermi un attimo a riflettere sullo stato della nostra coscienza, perché per me l’arte è soprattutto l’occasione per osservare chi siamo e in quale mondo viviamo.

 

 

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il carnevale che sarà domani

 

 

 

ho bisogno d’altro che rianimare
vecchie marionette

il carnevale che sarà domani, o quando,
celebrerà la fuga
la mia fuga
e l’arte
l’arte della fuga

il dio che sa la cura
dei miei strappi.

 

 

 

Maurice Blanchot

 

 

M. Blanchot a proposito di Kafka e dell’arte:

 

«L’arte è anzitutto la coscienza dell’infelicità, non la sua compensazione. Il rigore di Kafka, la sua fedeltà all’esigenza dell’opera, la sua fedeltà all’esigenza dell’infelicità, gli hanno risparmiato quel paradiso delle finzioni in cui si compiacciono tanti deboli artisti che la vita ha delusi. L’arte non ha per oggetto dei sogni, né delle “costruzioni”. […] L’arte è la coscienza di “questa infelicità”. Descrive la situazione di colui che si è perduto, che non può più dire “io”, che nello stesso movimento ha perduto il mondo, la verità del mondo, e appartiene all’esilio, a quel tempo dell’angoscia in cui, come dice Hölderlin, gli dei non sono più e non sono ancora»

(Lo spazio letterario, p. 58)

 

 

 

c |Art |on housing

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

guscio di vento
e sosta

 
 

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

          abituata
          a frequentare angoli di buio
          e l’anima seduta sui gradini
          di passi accondiscesi
          ai nodi nei capelli
          deliberatamente trascurati :
          come cercare casa
          in un discorso sfatto
          nelle macerie forma di parole

 
 

          rantolando lentamente i passi
          e risalendo il mare
          all’emozione
          unica voce dal rumore fondo
          essere a casa
          dove la notte sta prima del sole

 
 

|i due testi sono stati già pubblicati su “L’EstroVerso”|
 
 

*

|cArton housing|

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

forse

 
 
forse pensieri sottintesi
filosofie nascoste alla rinfusa
sui tavoli affollati dei caffè
dove si spende l’ultima moneta
povertà – di spirito intendevo –
e si consuma il tempo

la voce della storia : lingua morta
sotto strati di intonaci pastello
su muri finto-antico a craquelè
di una città che ha perso i sensi
e la ragione :

si mette in riga
per l’offerta in mostra
fa lo stesso se mostra d’arte
o zuppa di fagioli

 
 
(pubblicata in Dentro spazi di rarità, Antologia Nuovi Fermenti Poesia, 9, Fermenti editrice, 2015)