sparizioni

 

Ho fatto appena in tempo a leggere una breve nota sull’arte, sulla situazione e sul destino dell’arte, sulle sue difficoltà a sottrarsi alla mercificazione – più che una tentazione oggi – che tutto divora e distrugge, in primo luogo la spinta potenzialmente innovativa di questa espressione umana in tutte le sue forme, dall’immagine alla parola al suono. L’arte nel suo rapporto con i nuovi media, il web tra tutti: che fine fa una volta catturata nella rete dei facili consensi, che si consumano, come tutto, nel giro di qualche ora, se va bene?
L’arte oggi, ancora elemento di rottura rispetto al pensiero collettivo dominante o sua tragica conferma? L’interrogativo sulla possibile o avvenuta “sparizione dell’arte” attraverso riflessioni di Benjamin, Baudrillard, Blanchot, Rella, e altri, e il riferimento ad aspetti drammatici dell’attualità.
Ho fatto appena in tempo a leggere prima che la nota sparisse nell’indifferenza generale. Non sia mai che ci si fermi un attimo a riflettere sullo stato della nostra coscienza, perché per me l’arte è soprattutto l’occasione per osservare chi siamo e in quale mondo viviamo.

 

 

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