saremo pure polvere di stelle

 

 

attenti alla gorgone, medusa paralizza
a quello sguardo, l’enigma che nasconde
è il suo potere : fascinazione
di una falsa verità
e l’immaginario,
che non è immaginazione,
guarda a se stesso mentre sogna lei
ma non si vede mai.
saremo pure polvere di stelle
io getto acqua su questa siccità
meglio sia fango
nelle mani in mille forme
senza mai farsi eterno a cera persa
nell’immobilità.

 

 

una di queste sere

 

 

quando mi parlerai, una di queste sere,
ti dirò quello che ho visto
in questi occhi
sul fondo d’inquietudini
celate
alla costanza dei soliti perché.
non sarà facile vederle
ma è pieno di figure
e a volte mi confonde l’impensato
l’immaginario della percezione
– lo so io quanto mi affanna la salita
prima che mi accorga che non c’è.
vedi anche tu quella figura in ombra
nell’angolo lontano?
è come si rappresenta agli occhi d’altri,
chissà se sono io.