saremo pure polvere di stelle

 

 

attenti alla gorgone, medusa paralizza
a quello sguardo, l’enigma che nasconde
è il suo potere : fascinazione
di una falsa verità
e l’immaginario,
che non è immaginazione,
guarda a se stesso mentre sogna lei
ma non si vede mai.
saremo pure polvere di stelle
io getto acqua su questa siccità
meglio sia fango
nelle mani in mille forme
senza mai farsi eterno a cera persa
nell’immobilità.

 

 

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avevo un’altra idea

 

 

 

che ne facciamo di grammatica
e sintassi
se con licenza di cambiare il gioco
la fantasia disordina il discorso?
– sovverte l’ordine che è stato
e apre un altro tempo – dice,
come se in questo o quello
ci fosse verità
e lì spuntasse il bello.
avevo un’altra idea dell’immaginazione,
che non parlasse l’io
nascosto male nella sua invenzione.

 

 

 

attendo ancora

IMG_0294 panchina giardinetto tagliata

(foto di luciana riommi)

 

 

lo sai, tremavo sulle gambe
e avevo mani troppo bianche
per la fantasia:
facevo trasfusioni di realtà
e non potevo neanche immaginare
lo spavento
nel mio sapermi danno.
era caduta la maschera già nota
nei corridoi d’attesa,
attendo ancora di vedere cosa sono.

 

 

 

domandarsi ancora

 

(foto di luciana riommi)

(foto di luciana riommi)


 
 

se è

che cosa sia / cosa non sia
se da un’idea / dalla visione
se l’immaginazione

talvolta : la memoria

di silenzi / o suoni o voci /
e marionette a smuovere figure
/ i chiodi sulle mani
sui ginocchi /
sempre socchiusi gli occhi

di tanto vuoto
un pieno di parole