due pensieri

«Solo gli occhi sono ancora capaci di gettare un grido» (R. Char)

 

 

ma la bellezza, dico, che non so cos’è,
trovarla ovunque è un dono
o una condanna?

°

innamorarsi dell’immagine
è farle torto –
non sarà mai parola.

 

 

 

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immagine di sé

 

 

DSCN5187 (5)

 

 

nell’ora che fa ombra sul bianco dello sfondo
– quando la luce è un po’ crepuscolare –
tracciavo linee punti e geometrie sballate:
non è una strada, un’onda, non è casa,
non è tutta la lista di quello che non è.
e bello, non è neanche bello,
che oltretutto mi infastidisce come mi infastidisce
quando dicono di un bambino quant’è bello.
quel foglio – scriteriato: senza criterio –
semplicemente è quello che è:
non altrimenti immagine di sé.

 

 

 

presunzione

 
 

forse ho peccato un po’ di presunzione
quando ho creduto che ci fosse
dietro lo sfondo ignaro di pensieri
in altre forme e giochi di colore
l’immagine presunta
che umanamente
immaginavo
avesse

e pure non tralascio l’occasione
di riascoltare
il fondo del rumore
se mai mi sia sfuggito un fiato

 
 

con vista

 

 

(foto ed elabotazione di luciana riommi)

I.
con la violenza di una corrente d’aria
quel pensiero fatto all’indomani
dell’apertura – assurdamente larga –
di queste mie prigioni :

senza profondità di campo
è fotogramma piatto

II.
questo silenzio
tra diaframma e sterno

e gli occhi bassi alla profondità

 

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 

(foto ed elaborazioni di luciana riommi)

 

immagine

 
 

«La psicanalisi dice anche che l’immagine, lungi dal lasciarci fuori causa e dal farci vivere sul piano della fantasia gratuita, sembra consegnarci profondamente a noi stessi. Intima è l’immagine, perché essa fa della nostra intimità una potenza esteriore che noi subiamo passivamente: al di fuori di noi, nel regresso del mondo che essa provoca, trascina, smarrita e brillante, la profondità delle nostre passioni.»

 
 

Cartoni-4bis-b giallo e blu ridotto

 
 

«[…] si tratta di condurre le cose a svegliarsi come riflesso e la coscienza a condensarsi in cosa.»

 
 

Cartoni-4bis-b giallo e blu con tenda ridotto

 
 

«[…] il “reale” entra in un regno equivoco dove non vi è più limite, né intervallo, né momenti, e dove ogni cosa, assorbita nel vuoto del suo riflesso, si avvicina alla coscienza la quale si è essa stessa lasciata riempire da una pienezza anonima. Così sembra ricostituita l’unità universale.»

 
 

testo di Maurice Blanchot tratto da Lo spazio letterario

 
 

(foto ed elaborazioni di luciana riommi)

 
  
 

s-composizione

"s-composizione" foto ed elaborazione di luciana riommi

“s-composizione”
foto ed elaborazione di luciana riommi

 

 

“… lo sguardo è attratto e assorbito in un movimento immobile e in un fondo senza profondità. Attraverso un contatto a distanza ci è data l’immagine, e la fascinazione è passione dell’immagine”

[Maurice Blanchot, Lo spazio letterario, Einaudi, 1975, p. 17]

 

 

 

a me stessa

 

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

[chiedendo umilmente scusa a Majakovskij]

 
 

ma uno come me dove potrà ficcarsi?

leggo un poeta, mentre piango dentro
e per adesso resto all’addiaccio
ma s’increspano l’anima e la pelle
nel crampo di sussulti inaspettati.
dovunque sia: non dico sia così
e tuttavia non cerco più riparo
nemmeno soltanto questa sera
ché troppo uguali ad altre sere
mi accerchiano inutili zavorre,
indebite addizioni, avverbi,
frasi fatte o imprecazioni – ma
non ho dimenticato la domanda
che anch’io volevo fare:

dove
mi si è apprestata – o appresterò –
una tana?

 
 
(settembre 2012)