poi mi faccio delle idee

 

 

poi mi faccio delle idee che non mi fanno bene, non mi fa bene dover pensare che ci sia di peggio, peggio del cancro, dico, che non mi ammazza a breve, e che mi ammazzi, invece, questa vita.
che scoperta! – dice una voce nella mia coscienza –
ma io non intendevo in questo senso, che si muore lo so già e non mi fa paura, mi terrorizza vivere così, vivere in questo modo, in questo mondo, ma non è nemmeno questo, che alla fine neanche mi fa paura e non mi terrorizza: mi sradica, mi estenua, mi consuma, mi porta via da me, mi lascia qui senz’anima, esanime, espropriata di quel poco di umano che mi resta. qualcuno sa l’umano dove sta di casa?
se mi lasciassi crescere le unghie e camminassi a quattro zampe, forse starei meglio a (con)vivere nel bosco con un branco di ungulati. con le lingue non ho avuto mai problemi, sono sicura che imparerei anche a grufolare. quanto al cibo, si fa presto ad assuefarsi a un nuovo regime alimentare.

 

 

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