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aspettando la notte di San Lorenzo

 

DSCN4904 (2) white chair

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 

le mie stelle scadenti
su queste poche gocce
in prestito dal mare


temporale

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

(foto ed elaborazione di luciana riommi)


 
 

che avrà da dire questo temporale
a sua discolpa ?
mentre annega il mare

 
 


quell’amaro

 
 
 

assaporavo tanto quell’amaro
che m’invitava
liquido
a pensare
povere foglie magre
in sogno verso il mare
– loro neanche sanno
cosa le fa volare

 
 
 


voyeurism

(disegno digitale di luciana riommi)

(disegno digitale di luciana riommi)


 
 

        ho immaginato d’essere
        – al margine di cose
        che immaginavo esserci –
        come non vista
        e solo io a guardare

        sognavo
        – e mi scrutava il mare

       
       
      (pubblicata sulla Rivista Fermenti n. 242/2014)
       


border line

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 
 

        border line
        la linea dove affaccia
        la libertà di stare sul confine
        – e figurarsi d’aria, terra, mare –

        a sconfinare via dalla cornice
        neanche ti accorgi
        di aver spento il cielo

       
       


verso il mare

(Gustavo Dìaz Sosa)

(Gustavo Dìaz Sosa)

di Luciana Riommi

come riapro un varco  verso il mare
dove memoria  sa non aver detto
e in_forme d’acqua custodisce ancora
l’attesa del mio dire ?
a mani nude
a un passo dalla soglia
a morsicare gocce di paura


de sidera

Christian Hetzel - Grey painting

Christian Hetzel – Grey painting

 

se la memoria recita a memoria
senza domandare
come si scampa alla monotonia
e quante volte metodica coazione
replicherà inutili trastulli
allo stesso rintocco d’emozione,
navigo un mare vuoto
scavo fondali asciutti
osservo stelle : comunque sia
de sidera(re) di parlare d’altro


Alterno a

Elba dal Poggettonedi Giovanni Baldaccini

 

 

 

 

 

 

 

Per ultimo si levò
sarcastico e fulgente
l’astrolabio d’argento della luna
scosso da vento alato
e cavalli marini rampicanti
sostenevano il peso delle acque
e del mio corpo teso
verso l’onda salmastra.
Divaricavo schiume
da sentieri impudichi
per fare posto a rami delle stelle
varianti
come l’umore alterno
del mio tornare a luoghi
dove chimere tessono bagagli
d’altra sonorità
che disperdevo al tocco della lira
verso un’alba lontana
di idiomi da parlare.
Ancora ti osservavo
volto d’altra riviera
e mi stupisco.

 

[foto di Luciana Riommi]


Alta marea

di Giovanni Baldaccini

In silenzioso stare
tra diffusione delle stelle a picco.
Granelli tempo perso
scorro
tra sguardi bradi
nell’onda che s’accosta.
Abito alterno di risacca sfiora
parole sabbia incise
striature
nel rinnovarsi fievole sfuggente
di un enorme respiro che scavalca
senza lettura mia
che mi ritiro
animale di paglia sordomuto
nel ritornare mentre s’allontana
verso un largo distante
dalla terra dei giorni
e sogno residuato
scendo
desiderante forma di paura
dentro un fondo che approda.


la regata

ho doppiato ancora un’altra boa
di una regata in gara con nessuno
ma taglio l’onda
sulle rotte
che il vento casualmente scrive:
non so dove mi porta l’alito
domani,
fin quando a vele sgonfie
il dondolìo del mare


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