quell’incuria

 

 

 
so quanto si sente offesa
conosco l’imperizia che fa male
e quell’incuria
distratta, indifferente.

meglio lasciar tacere il suo silenzio
che usare malamente una parola.

 

 

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traduzione

 

 

alla sorgente che tutto raffigura
è già la colpa
– il tradimento –
di essere traduzione:
non sarà mai nella sua lingua vera
quella parola nata dal bisogno
di dire a te
un pensiero, un’emozione.

 

mani

se una parola è troppo
ammutolisci e ascolti le omissioni
impari dai silenzi
a interpretarne la durata
come alfabeto morse e interpunzioni.

 

la Cueva de las manos, nella valle del fiume Pinturas (Argentina)

(la Grotta delle Mani, nella valle del fiume Pinturas, Patagonia, Argentina)

erano/sono anni di passione
le mani strette al freddo
era il consenso
a prolungare, un poco, il tempo che si dà:
tempo indeterminato – il paradosso della precarietà –
lo preferisco alla statistica degli anni
che calcola le medie e le eccezioni
e a quale percentile tu appartieni.
vorrei solo tornare a stringere le mani.

quella corrente sottocosta ha riportato a galla
frammenti che credevo d’irrealtà: a pezzi
parti di corpo, d’anima, d’amore
e il danno, un altro danno, e ancora, ancora
lo sperpero indecente, nella finzione vera.
quanti lo sanno, ma poi come lo ignori,
lo scempio delle mani?

 

 

nell’assolato mormorio del grano

(foto di luciana riommi)

(foto di luciana riommi)

troppo angusto lo spazio di manovra
nella sfinita assenza
di sostare
al tempo degli ulivi
senza che una parola
dia l’unzione
all’ingranaggio della fonazione

come intonati – a volte –
a una segreta assuefazione
rumori di preghiera
versi d’amore
e pena d’abbandono
e seduzione – sempre –
la passione
a trascinarsi – stracci alla deriva –
verso gli stessi dèi
che hanno lasciato il campo
increduli all’idea

e tuttavia alla morte
già digrigna i denti
– nell’assolato mormorio del grano

(pubblicata in Dentro spazi di raritàAntologia Nuovi Fermenti Poesia, 9, Fermenti editrice, 2015)

anatre

Anatre (parco di Veio)

Dipinto di Louis Garden ripreso dalla “Tomba delle Anatre (parco di Veio)” http://it.wikipedia.org/wiki/File:AnatreLG.jpg

 

nell’ora dell’anima carponi
incline alle sue zolle
dove sfinisce
sete d’acqua e terra
l’attimo ripiegato all’aria scura
e l’assolata nostalgia di soste
ad annusare
l’umido di parola ancora infante
___ solo un corteo di anatre
sorvola la terrazza

 

 

 

 

come un’emicrania

 
Hopper drawing for morning sn[1]E. Hopper (disegno per “Morning sun”)

duole. la lingua non avvezza
a percorrere il lastrico dei ponti
tra una parola e l’altra
e l’inutile rischio di naufragio
nel mare dei discorsi abituati
a frantumare scogli.

viene al mattino, come un’emicrania,
l’anima : a farsi voce della metà di te.
più spesso tace
e un crampo ammutolisce i passi.