scarti

 

 

eppure erano effetti di colore
intorno al bianco
affollato d’intenzione

quella piega della fronte
a corrugarsi d’ombra:
disturbo del segnale, quasi rumore

se non le mani ad appianare
spalmare la misura degli scarti
alla scomparsa

la pietà,
un’apparizione.

 

 

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tanto lo fanno tutti

 

 

 

 

c’è chi è ignorato come non ci fosse
o meglio fa paura:
ha spalle ossute e sempre quella tosse.

niente lirismi di pietà pelosa:
scansatevi
tanto lo fanno tutti da una vita
– anche la vita ignora il suo morire.

 

 

 

 

 

dialoghi con…

 

 

come stai?

e me lo chiedi proprio tu…?!

mi eri sembrata stanca…

stanca, sì, ma soprattutto amareggiata e arrabbiata, con tutto quello che succede, tra governi che non si fanno (spero), ministri poco rassicuranti, fascisti psicopatici, imbecilli telecomandati, barbarie, incultura, giovani alla deriva, donne massacrate dall’amore (!!), lavoratori morti di lavoro (!!) e poi tutti quelli che in troppe teste vuote sono diventati oggetto di qualche –fobia (persecuzione)… e, per non farsi mancare niente, ci sei tu che mi vuoi ammazzare…

no, no, io non voglio ammazzare nessuno: semplicemente ti porterò via quando sarà il momento… non ci crederai… te lo volevo proprio dire… per te provo un po’ di pietà…

e no, eh! ti ci metti pure tu: più devastante della malattia è la pietà che ti fa morta prima che morte sia…

– e adesso facciamo anche le rime! su, andiamo a riposare, che si fa tardi.

tardi per che che cosa? hai fretta? io non ho impegni per domani, vattene tu a dormire e trova pace…

sì sì, riposa in pace!

 

 

 

 

Mi domando

 

 

mi domando come faccia l’acqua
a risciacquare il denso della morte
senza intorbidarsi mai,
come rischiari gli occhi già allagati
dalla ferita che dissangua nudità,
e quanto presto si rinfranchi la coscienza
a sorsi di pietà, io mi domando.

mi domando cosa appanni la memoria,
se un difetto di codifica o richiamo,
o se annerisca la registrazione
come annerisce l’argento non disciolto
sulla fotografia stampata ieri:
su carta lucida affilata più dell’acqua
per affondare colpi all’amnesia.

se da lontano nulla ci riguarda
io mi domando come, senza branchie,
nuotare fino al fondo dell’apnea