ma per piacere

 

 

ma per piacere non parlate di emozione,
non bestemmiate sulla libertà
di parola, d’azione, di opinione,
il mondo è capovolto, a testa in giù
– e cos’è la testa, dice, e dove è giù? –
ma non lo senti che ti va il sangue al cervello?

 

 

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la riconosco, è qui

 

non volevo più incontrarla, e invece.
la riconosco, è qui.
in silenzio da una vita
è bastato che un attimo tacessi
e si è presa la scena
anche la voce, abile imitatrice.
ma l’andatura è sua: passi pesanti
come farsi sentire dall’universo-mondo
e un contributo al peso della gravità.
già da prima che mi cadesse il ponte
e tutti quei morti addosso
e i senzacasa,
che eravamo già tanti a chiedere riparo.
anche il padre putativo ci ha traditi
e la sua casa non ci copre più
non ci risparmia pioggia e vento
e deve aver piovuto tanto:
non lo senti anche tu
l’odore di marciume dai vecchi legni
delle sacre icone? e stranamente
quelle facce nuove, fresche di cambiamento,
puzzare come latte già scaduto?
dice che c’è un intreccio di poteri
più largo e più intricato del poco che io so
ma loro, loro non sanno niente
non sanno cosa fanno, non sanno quanto danno.
dice che la speranza è nelle donne
e tante, o troppo poche, tutte insieme
a dire un altro modo di essere nel mondo
ma ancora senza togliersi dal petto
la costola dell’uomo, la sua gabbia.
e noi siamo tutti qui a cantarci addosso
o nenie o tarantelle, sai roba da artisti,
magari ci scappa un premio di consolazione
se ancora qualche morto.
si è risvegliata lei, è disperata rabbia.

 

 

un gran lamento

 

mi saliva spontaneo un gran lamento
ma non apprezzo la spontaneità
e allora trattengo il mio ululato
nel branco
che custodisce già rancori e rabbia.
e non mi dite che non sono sentimenti,
non costringetemi a parlarne a fondo
– lo so che non vi piace.
avete mai sentito la puzza della stalla?
e profumo di qualità sulla putrefazione?
qui non ho dubbi: meglio la merda
che un’apparente civiltà.
e la ragione, e la cultura, e amore?
fanno tutti soltanto un gran rumore.
– ma tu perché lo dici in modo letterale?
qui non alludi, non suggerisci obliquamente un senso –
è che non sono benedetta dalla grazia
e poi l’obliquità
mi blocca il collo, le vertebre – ben sette cervicali
lo sapevi che sono le più mobili di tutta la colonna?
d’altra parte sostengono la testa, e che ci fai senza mobilità?
prova a fissarti sullo stesso bivio, sempre quello,
come vedi cosa c’è di qua e di là?
però, tranquilli, noi siamo lupi
mica siamo cani.