sempre le madri

 

 

è come il desiderio
dentro i sogni:
senza carezze a mano.
ma ali
per volare
alto, sopra le angosce, e via.

la colpa  – e sì, sempre le madri,
o i padri o chiunque sia –
non aver lasciato il tempo di vagire,
di balbettare il prologo del pianto.

 

memoria

 

 

 

i dialoghi notturni e le distanze
e la memoria di ogni soliloquio.

*

astemia tra ubriachi
è la memoria in circolo
con le sue spine aguzze.

*

Verdrängung : non ricordo,
aspetterò il ritorno del rimosso.

*

ricordo bene i sogni e questa vita
girata all’incontrario.
questa è memoria vecchia.

 

infans

 

curiosità
nei paraggi di un luogo sconosciuto
e la fatica, anche, di non dire:
comunicare a gesti d’espressione
il vuoto che riempie
bocca e mani
aperte
ad afferrare l’aria e l’illusione.

a proposito: riflettersi
nel vetro smerigliato
dello sguardo:
sono a pezzi! –
e non c’è colla
che rimetta insieme i cocci.

ma qualche volta
è lucidato a specchio:
allora gorgogliare sogni d’acqua
dalla gola,
inventare altri fiumi
e rivoli salati: subito prosciugato
come scarto, il dono.

stringendo i pugni:
domani proverò col mare –