passare

stasera, ascoltando Mahler, Bruckner, Wagner

passare
come passa il giorno nella sera.
guardarsi intorno
dall’assenza.

°

sembra che (non) sia niente
quel vuoto
che (non) colma le distanze.
eppure so che ha peso.

°

scendo ai piani bassi,
lontano dal frastuono.
dove non c’è poesia
nessuno che accompagni.

°

lo vedi? niente ti meraviglia,
non sai più giocare.
la fine deve essere già stata.

 

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uno scorcio qualunque

 

 

sto con la violenza di queste nuvole feriali
in uno scorcio qualunque ancora senza pioggia,
mentre l’attesa gronda di pensieri
che non hanno libertà, senza parole
circostanziate e nette,
nell’indifferenziato
di uno stato mentale che non si differenzia da se stesso
non ha specchio
dove sdoppiarsi almeno in due unità.
sai, questa solitudine da vecchi,
quando vederci doppio è farsi compagnia.

 

 

la misura

 

 

 

 

quanto si estende l’area di esser soli
e quanto dista il vertice lontano?
se ignori la misura.
eri piccola allora   e grande, grande
l’essersi smarrita
perduta a quelle mani.
quella paura, questo buco nero.

lo sai che cosa penso quando guardo il vuoto?
se si può stare soli in questo mare.

 

 

 

per quest’attesa

 

 

 

 

aspettando che il silenzio sgravi
di quel peso che mi gonfia il grembo
verrà il momento, e l’ora, e nascerai,
figlia mia di dolore,
concepita in solitudine perfetta
e senza amore
che non sia per te, per quest’attesa
di darti forma, di trovarti un nome.

 

 

 

un’idea

lascio che sia un’idea ad accompagnare
la solitudine di passi abituati
a non spartire il peso tra le sponde
di una strada che non ricordo familiare
come d’altronde sfugge alla memoria
il nome di questo luogo
dove risiede il senso di essere in esilio :
l’espatrio  la cacciata  l’espulsione
come venire al mondo, ma senza protezione.

dis-order | dis-aster

Disorder-2

 

 

“Quando tutto è stato detto, resta da dire il disastro, rovina della parola, cedimento attraverso la scrittura, brusio che mormora: ciò che resta senza resto (il frammentario)”

[Maurice Blanchot, L’écriture du désastre, Paris, Gallimard, 1980, p. 58 (tr. it. La scrittura del disastro, Milano, SE, 1990, p. 47)].

 

 

Disorder-1

 

 

“Là dove sono solo, il giorno non è più che la perdita di un soggiorno, l’intimità col di fuori senza luogo e senza riposo.”

[Maurice Blanchot, L’espace littéraire, Paris, Gallimard, 1955 (tr. it. Lo spazio letterario, Torino, Einaudi, 1975, p. 17)]

(“dis-order”, fotografie ed elaborazioni di luciana riommi)