polvere di luna

 

 

impressa come imprinting
sulla pelle
nell’anima, negli occhi
scavati da una storia di tristezze,
questa la cifra, questa l’identità:
essere traccia
come di scarpa su polvere di luna.

 

 

non mi guardate

 

 

 

non mi guardate come fossi triste
e per piacere niente gesti d’occasione
– aria contrita, pena o che altro sia –
questa tristezza sarà pure cosa seria
ma è solo cosa mia
non le si addice nessun fuoco di attenzione
che è come il sole, brucia, e dici io me ne vado all’ombra
e aspetti sia silenzio sotto quella finestra che non apri
perché non entri in casa il chiacchiericcio
a volte aria di temporale.
poi mi ricordo che qui manca l’aria
quando è già buio e potevo rifiatare.

 

 

I. Brodskij

Intanto, per offrire alla lettura qualcosa di straordinario, una poesia di Iosif Brodskij (morto oggi 22 anni fa)

i. Brodskij

Cos’è questa? Tristezza? Chissà, forse.
Un motivo che conosci a memoria.
Che sempre si ripete. E sia.
Che continui così.
E risuoni anche nell’ora estrema,
come la gratitudine degli occhi
e delle labbra per ciò che qualche volta
ci costringe a guardare lontano.