passare

stasera, ascoltando Mahler, Bruckner, Wagner

passare
come passa il giorno nella sera.
guardarsi intorno
dall’assenza.

°

sembra che (non) sia niente
quel vuoto
che (non) colma le distanze.
eppure so che ha peso.

°

scendo ai piani bassi,
lontano dal frastuono.
dove non c’è poesia
nessuno che accompagni.

°

lo vedi? niente ti meraviglia,
non sai più giocare.
la fine deve essere già stata.

 

ho visto

 

ho visto quant’è profondo il vuoto
l’interdetto
la vibrazione inquieta d’infrasuoni
incontenibili
parole
morte
sul nascere di un senso che non c’è.

ho visto
correre avanti e indietro
le distanze
e la mancanza
il desiderio di ritorno e di volare via
la nostalgia, ma orfana, che fabbrica
i suoi miti
immaginarsi di realtà

ho visto quant’è reale il nulla.

 

 

domandarsi ancora

 

(foto di luciana riommi)

(foto di luciana riommi)


 
 

se è

che cosa sia / cosa non sia
se da un’idea / dalla visione
se l’immaginazione

talvolta : la memoria

di silenzi / o suoni o voci /
e marionette a smuovere figure
/ i chiodi sulle mani
sui ginocchi /
sempre socchiusi gli occhi

di tanto vuoto
un pieno di parole

 
 

immagine

 
 

«La psicanalisi dice anche che l’immagine, lungi dal lasciarci fuori causa e dal farci vivere sul piano della fantasia gratuita, sembra consegnarci profondamente a noi stessi. Intima è l’immagine, perché essa fa della nostra intimità una potenza esteriore che noi subiamo passivamente: al di fuori di noi, nel regresso del mondo che essa provoca, trascina, smarrita e brillante, la profondità delle nostre passioni.»

 
 

Cartoni-4bis-b giallo e blu ridotto

 
 

«[…] si tratta di condurre le cose a svegliarsi come riflesso e la coscienza a condensarsi in cosa.»

 
 

Cartoni-4bis-b giallo e blu con tenda ridotto

 
 

«[…] il “reale” entra in un regno equivoco dove non vi è più limite, né intervallo, né momenti, e dove ogni cosa, assorbita nel vuoto del suo riflesso, si avvicina alla coscienza la quale si è essa stessa lasciata riempire da una pienezza anonima. Così sembra ricostituita l’unità universale.»

 
 

testo di Maurice Blanchot tratto da Lo spazio letterario

 
 

(foto ed elaborazioni di luciana riommi)

 
  
 

non risponde

credenza-legno - fratture-4

 

 

non risponde – dalla calca d’afasia –
il tempo che mai rende
quello che implicito attendeva
(invano)  farsi voce
se il grumo che traversa la memoria
cede  (e ricade)
al fondo del rizoma
– alcuni preferiscono pleroma
come per dare più pienezza al vuoto –
dico :  al fondo
dove l’in-differenza disfa le matrici

 

(foto ed elaborazione di luciana riommi)

 

not doing

Paul Klee - Pierrot Lunaire (1924)

Paul Klee – Pierrot Lunaire (1924)

 

in_dolente perimetro di noia
e tuttavia it isn’t empty time
l’ìncavo delle mani
e giri di parole   controvoglia
a rimestare quello che  stantìo
resta da consumare :
tutto il tempo
che occorre per non fare

 

infans

 

curiosità
nei paraggi di un luogo sconosciuto
e la fatica, anche, di non dire:
comunicare a gesti d’espressione
il vuoto che riempie
bocca e mani
aperte
ad afferrare l’aria e l’illusione.

a proposito: riflettersi
nel vetro smerigliato
dello sguardo:
sono a pezzi! –
e non c’è colla
che rimetta insieme i cocci.

ma qualche volta
è lucidato a specchio:
allora gorgogliare sogni d’acqua
dalla gola,
inventare altri fiumi
e rivoli salati: subito prosciugato
come scarto, il dono.

stringendo i pugni:
domani proverò col mare –